Farmacie San Giacomo e San Dario
Il Dentifricio Antitartaro 100 ml è un dentifricio quotidiano formulato in modo specifico per il controllo della formazione del tartaro dentale (calcolo dentale), selezionato dal banco di igiene orale delle Farmacie San Giacomo e San Dario di Torino. Il prodotto agisce sui meccanismi chimico-fisici che trasformano la placca batterica in deposito mineralizzato, contrastando l'aggregazione dei cristalli di idrossiapatite sulla superficie dello smalto. È un coadiuvante del normale spazzolamento e dell'uso del filo interdentale: non sostituisce le procedure di rimozione meccanica della placca, ma ne prolunga l'effetto inibendo la nucleazione del tartaro nelle aree più soggette al deposito salivare. La confezione è un tubo da 100 ml, formato pratico per uso domestico e da viaggio, conservabile a temperatura ambiente.
Il dentifricio appartiene alla categoria dei dentifrici tartar control (controllo del tartaro), una sottoclasse dei dentifrici quotidiani indicata a chi presenta una predisposizione individuale alla formazione rapida di calcolo dentale. La formulazione combina pirofosfati (tetrasodium pyrophosphate ed eventualmente pentasodium triphosphate), zinco citrato e fluoro a concentrazione massima consentita dal regolamento UE (1450 ppm di ione fluoruro), tre principi attivi le cui azioni si sommano: i pirofosfati inibiscono la mineralizzazione della placca batterica già formata, lo zinco citrato rallenta la crescita batterica nelle zone sopragengivali e sottogengivali, il fluoro rimineralizza le micro-aree di smalto demineralizzato dagli acidi prodotti dai batteri della placca. Il prodotto rientra nel piano di igiene orale quotidiana che le Farmacie San Giacomo e San Dario consigliano ai propri clienti in associazione con il detartraggio professionale periodico dal dentista o dall'igienista dentale.
Tubo da 100 ml, formato indicato per circa 4-6 settimane di utilizzo quotidiano a 2-3 spazzolamenti al giorno. Gusto menta fresca, sensazione di pulito persistente dopo l'uso. Formula senza coloranti aggressivi e senza ingredienti riconosciuti come irritanti per la mucosa orale. Conservazione a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore diretto e dalla luce solare; richiudere bene il tappo dopo ogni uso. Formula ipoallergenica, testata dermatologicamente. Compatibile con spazzolino manuale e con spazzolino elettrico (oscillatorio-rotante e sonico). Tubo richiudibile con tappo a vite per evitare la perdita di prodotto durante il trasporto.
Il tartaro dentale, chiamato anche calcolo dentale, è il risultato del processo di mineralizzazione della placca batterica attraverso la deposizione di sali di calcio e fosfato presenti nella saliva. La placca batterica è una pellicola morbida composta da batteri, residui alimentari, mucina salivare e cellule epiteliali desquamate; si forma in modo continuo sulla superficie dei denti e, se non viene rimossa entro 24-72 ore con spazzolamento e filo interdentale, inizia a indurirsi catturando ioni calcio (Ca²+) e ioni fosfato (PO₄³−) della saliva. Il risultato è un deposito duro e aderente, di colore variabile dal bianco-giallastro al marrone scuro (a seconda di pigmenti alimentari come caffè, tè, vino rosso e fumo di sigaretta), che si lega in modo molto stabile allo smalto attraverso un legame chimico-fisico tra cristalli di idrossiapatite del tartaro stesso e cristalli di idrossiapatite dello smalto.
Le sedi di deposito preferenziale del tartaro sono ben identificabili anatomicamente: le superfici linguali degli incisivi inferiori, in particolare a livello del solco gengivale, perché vicine ai dotti escretori delle ghiandole salivari sublinguali e sottomandibolari (dotti di Bartolino e di Wharton); e le superfici vestibolari (esterne) dei molari superiori, perché vicine ai dotti escretori delle ghiandole parotidi (dotti di Stenone). In queste zone il flusso salivare ricco di calcio e fosfato favorisce la precipitazione e la mineralizzazione della placca.
Una distinzione fondamentale: la placca batterica si rimuove a casa con spazzolamento e filo interdentale; il tartaro, una volta formato, NON si rimuove a casa — nessun dentifricio, nessun collutorio, nessuno strumento domestico è in grado di staccarlo dal dente. La rimozione del tartaro richiede una procedura ambulatoriale chiamata detartraggio (o ablazione del tartaro, scaling) eseguita dal dentista o dall'igienista dentale. Il tartaro non è pericoloso in sé come massa minerale, ma è estremamente pericoloso come matrice porosa che ospita biofilm batterici cronici: i batteri annidati nel tartaro rilasciano tossine (lipopolisaccaridi, endotossine) che irritano le gengive provocando gengivite (infiammazione gengivale reversibile) e, se la condizione non viene trattata, l'infiammazione si estende ai tessuti di sostegno del dente generando parodontite, malattia cronica caratterizzata dalla progressiva perdita dell'osso alveolare e, nelle fasi avanzate, dalla mobilità e perdita degli elementi dentari. Il controllo della formazione del tartaro è quindi una misura di prevenzione primaria della malattia parodontale.
La formulazione del Dentifricio Antitartaro 100 ml combina principi attivi e ingredienti tecnologici elencati in conformità alla nomenclatura INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Gli ingredienti chiave per l'azione anti-tartaro sono i seguenti.
Concentrazione tipica 3-5%. Sono agenti chelanti appartenenti alla famiglia dei polifosfati che si legano stabilmente agli ioni calcio della saliva e della placca batterica, sottraendoli al processo di nucleazione e crescita dei cristalli di idrossiapatite (Ca₁₀(PO₄)₆(OH)₂) che costituiscono il tartaro. L'effetto chelante interrompe la fase iniziale e quella di accrescimento della mineralizzazione, riducendo l'accumulo di tartaro di circa il 30-50% rispetto a un dentifricio standard, come dimostrato da numerosi studi clinici condotti dagli anni '80 in poi. I pirofosfati sono ad oggi i principi anti-tartaro più studiati e diffusi nella formulazione di dentifrici di farmacia e di grande distribuzione.
Concentrazione tipica 0.5-2%. Lo zinco citrato è un agente antibatterico dotato di attività specifica su Streptococcus mutans (principale batterio cariogeno) e su batteri parodontopatogeni come Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Aggregatibacter actinomycetemcomitans. Lo ione zinco interferisce con il metabolismo batterico inibendo enzimi di membrana e riduce la produzione di acidi e di tossine; in aggiunta lo zinco interagisce con il fosfato di calcio inibendo la cristallizzazione del tartaro. L'effetto deodorante dello zinco contribuisce inoltre al controllo dell'alitosi di origine orale.
Concentrazione di ione fluoruro 1450 ppm, valore corrispondente al massimo consentito dal regolamento UE per i dentifrici di uso quotidiano destinati agli adulti (Regolamento CE 1223/2009 sui prodotti cosmetici). Il fluoro agisce attraverso tre meccanismi: rimineralizzazione dello smalto (sostituisce gli ioni idrossile dell'idrossiapatite con ioni fluoruro formando fluoroapatite, più resistente all'attacco acido); inibizione della demineralizzazione dello smalto durante gli attacchi acidi post-pasto; azione antibatterica diretta sui batteri cariogeni inibendo la fermentazione degli zuccheri. Il fluoro rappresenta il principale presidio di fluoroprofilassi nella prevenzione della carie dentale, raccomandato dall'OMS, dall'AIOP e dalle società scientifiche italiane di odontoiatria.
La formula contiene inoltre: Hydrated Silica (silice idratata, abrasivo delicato a basso RDA per la rimozione meccanica della placca senza danneggiare lo smalto), Glycerin e Sorbitol (umettanti che mantengono la consistenza del prodotto e gli conferiscono un sapore leggermente dolce senza zuccheri fermentabili), Sodium Lauroyl Sarcosinate (tensioattivo delicato in alternativa al più aggressivo Sodium Lauryl Sulfate, riduce il rischio di afte aftose nei soggetti predisposti), Aroma (aroma menta), Sodium Saccharin (dolcificante non cariogeno), Carrageenan e Cellulose Gum (addensanti naturali che danno consistenza alla pasta), Sodium Hydroxide (regolatore di pH per mantenere il prodotto a pH leggermente alcalino).
Il dentifricio è concepito per uso quotidiano in tutti i soggetti che presentano una predisposizione individuale alla rapida formazione di tartaro. I principali fattori predisponenti sono i seguenti: composizione salivare ricca in calcio e fosfato (caratteristica individuale geneticamente determinata che spiega perché alcune persone formano tartaro più rapidamente di altre a parità di igiene); fumo di sigaretta (riduce il flusso salivare di pulizia e impregna il deposito con pigmenti scuri); scarsa igiene orale o tecnica di spazzolamento inadeguata; malocclusioni dentarie e affollamento dei denti (creano zone di difficile pulizia); apparecchi ortodontici fissi (brackets, fili, bande creano nicchie di ritenzione della placca); protesi parziali rimovibili e ponti complessi; dieta ricca di carboidrati raffinati e zuccheri (favorisce la crescita batterica e la formazione di placca); respirazione orale notturna (riduce il flusso salivare di pulizia durante il sonno).
L'uso del dentifricio antitartaro è particolarmente consigliato come terapia di mantenimento dopo una seduta di detartraggio professionale, per prolungare nel tempo l'effetto del detartraggio e rallentare il ridepositarsi del calcolo. È anche utilizzato come coadiuvante nei pazienti affetti da gengivite cronica (in associazione a collutori specifici a base di clorexidina o di principi attivi naturali) e da parodontite stabilizzata dopo terapia parodontale non chirurgica o chirurgica, sempre sotto controllo periodico dell'igienista dentale e del parodontologo.
Si raccomanda l'utilizzo del dentifricio 2-3 volte al giorno dopo i pasti principali, in associazione allo spazzolino e al filo interdentale. La quantità di prodotto consigliata è piccola, indicativamente pari alla dimensione di un pisello sulla testina dello spazzolino (manuale o elettrico): una quantità eccessiva non aumenta l'efficacia e può provocare ingestione involontaria di fluoro, sconsigliabile soprattutto nei bambini. Spazzolare i denti per una durata complessiva di 2 minuti (30 secondi per ciascuno dei quattro quadranti dell'arcata: superiore destro, superiore sinistro, inferiore destro, inferiore sinistro), con movimenti corretti che vanno dalla gengiva verso il dente, mai con movimenti orizzontali che causano abrasioni cervicali e recessioni gengivali. Sciacquare con poca acqua alla fine dello spazzolamento (o, secondo le linee guida più recenti dell'OMS, evitare di sciacquare per lasciare un sottile film di fluoro sui denti). Pulire e riporre lo spazzolino in posizione verticale e in zona arieggiata per consentirne l'asciugatura. L'uso quotidiano è sicuro nei soggetti senza controindicazioni; non assumere il prodotto in caso di gravidanza o allattamento senza il parere del proprio medico curante.
La tecnica di Bass modificata, validata dalla letteratura scientifica internazionale e raccomandata dalle società di parodontologia, è la tecnica di spazzolamento di riferimento per l'igiene domiciliare. Si esegue come segue: spazzolino inclinato a 45° verso il solco gengivale, con le setole rivolte in parte verso la gengiva e in parte verso il dente; movimenti vibratori lievi sul posto, applicando pressione molto delicata, per circa 10-15 vibrazioni per gruppo di 2-3 denti; rotazione finale dello spazzolino verso il margine occlusale del dente per portare via i residui smossi; ripetere su tutte le superfici, sia vestibolari (esterne, verso le labbra e le guance) sia linguali e palatali (interne, verso la lingua e il palato), sia occlusali (superficie masticatoria dei molari e premolari).
Indicazioni importanti: la pressione dello spazzolino sui denti deve essere molto delicata; uno spazzolino con setole deformate, piegate o aperte a ventaglio dopo poche settimane di uso è il segno inconfondibile di una pressione eccessiva (errore frequente che causa abrasioni dello smalto cervicale e recessione gengivale). La sostituzione dello spazzolino va effettuata ogni 3 mesi (o anche prima se le setole appaiono deformate) e dopo episodi influenzali, faringotonsilliti o malattie infettive del cavo orale. Le setole devono essere morbide o medie; le setole dure sono sconsigliate perché aumentano il rischio di abrasione. Lo spazzolino elettrico (oscillatorio-rotante tipo Oral-B o sonico tipo Philips Sonicare) è un valido aiuto, particolarmente utile nei soggetti con difficoltà manuali, bambini, anziani, portatori di apparecchi ortodontici e pazienti parodontali.
Il complemento indispensabile dello spazzolamento è rappresentato dagli strumenti per la pulizia degli spazi interdentali, che da soli rappresentano il 35-40% della superficie totale del dente e sono il sito preferenziale di accumulo della placca: filo interdentale per spazi stretti e gengive sane, scovolini interprossimali di calibro variabile per spazi più ampi (soggetti post-parodontite, recessioni gengivali, portatori di protesi e ponti).
La placca batterica si rimuove esclusivamente con un'azione meccanica: nessun collutorio, nessun dentifricio e nessun risciacquo sono in grado di sostituire la pulizia fisica delle superfici dentali. Lo spazzolino, anche se utilizzato con la tecnica di Bass modificata, raggiunge soltanto circa il 60-65% della superficie dentale totale; il restante 35-40%, costituito dagli spazi interdentali, richiede uno strumento dedicato. La negligenza degli spazi interdentali è una delle cause più frequenti di carie interprossimali (carie nascoste tra due denti contigui), di gengivite cronica papillare e di parodontite negli adulti.
Il filo interdentale è lo strumento di prima scelta per gli spazi stretti e per le gengive sane: cerato o non cerato, fluorurato o aromatizzato, da utilizzare con tecnica corretta avvolgendo il filo tra i polpastrelli degli indici e accompagnandolo delicatamente nello spazio interdentale, senza scattare di colpo contro la gengiva. Per gli spazi più ampi (post-parodontite, recessione gengivale, presenza di restauri voluminosi, ponti e impianti) si utilizzano gli scovolini interprossimali, piccoli scovolini calibrati di diametro crescente che vanno scelti del calibro corretto in base allo spazio individuale; l'igienista dentale è in grado di indicarvi il calibro adatto a ciascun spazio della vostra bocca. L'uso quotidiano del filo o degli scovolini, anche solo una volta al giorno preferibilmente la sera, riduce in modo significativo l'accumulo di placca interdentale e, di conseguenza, la formazione di tartaro nelle stesse zone.
L'ablazione del tartaro, comunemente chiamata detartraggio o scaling, è una procedura ambulatoriale eseguita dal dentista o dall'igienista dentale con strumenti specifici. Le tecniche utilizzate sono due, spesso combinate nella stessa seduta: la strumentazione manuale con curette (Gracey, Universali) e scaler manuali, che permettono una rimozione meccanica precisa dei depositi calcificati anche sotto il margine gengivale (scaling sottogengivale); e la strumentazione ultrasonica con dispositivi piezoelettrici o magnetostrittivi che, grazie a vibrazioni ad alta frequenza (20-40 kHz) e a un getto d'acqua di raffreddamento, frammentano e staccano il deposito calcificato senza danneggiare lo smalto.
Il detartraggio rimuove sia il tartaro sopragengivale (visibile sopra il margine della gengiva, di colore bianco-giallastro) sia il tartaro sottogengivale (nascosto sotto il margine, di colore marrone scuro, particolarmente patogeno perché ricco di batteri anaerobi parodontopatogeni). Nei pazienti parodontali, il detartraggio si associa allo scaling and root planing (SRP), procedura di levigatura delle superfici radicolari che mira a rimuovere completamente cemento e tartaro contaminato dalle tasche parodontali. La frequenza consigliata del detartraggio è di 1-2 volte all'anno per i soggetti con gengive sane, di ogni 3-4 mesi per i pazienti con parodontite in fase di mantenimento. Eseguito correttamente, il detartraggio non danneggia lo smalto né il cemento radicolare e non provoca aumento della sensibilità dentale se non in modo transitorio per pochi giorni dopo la seduta.
Il prodotto è destinato a uso esterno: non ingerire. Non utilizzare nei bambini di età inferiore ai 6 anni a causa della concentrazione di fluoro elevata (1450 ppm) destinata agli adulti; per i bambini al di sotto dei 6 anni utilizzare dentifrici pediatrici a concentrazione di fluoro ridotta (500-1000 ppm secondo età e raccomandazione del pediatra/odontoiatra). Tra i 6 e i 12 anni l'uso del dentifricio antitartaro per adulti è possibile sotto supervisione dell'adulto, con quantità molto piccola (grandezza di un pisello) e sciacquo accurato per evitare ingestione di fluoro che potrebbe provocare fluorosi dentale.
In caso di gengive sanguinanti persistenti, ascessi, dolore intenso, mobilità dentale, alitosi marcata o presenza di tartaro visibile anche dopo l'utilizzo regolare del prodotto, consultare il dentista per una valutazione approfondita: il dentifricio antitartaro è un coadiuvante della prevenzione, non un trattamento delle malattie parodontali già instaurate. Non utilizzare in caso di ipersensibilità nota a uno o più componenti della formulazione. Alcuni soggetti predisposti possono avvertire una transitoria sensazione di sensibilità dentale (dolore al freddo, al caldo, agli zuccheri) durante le prime settimane di utilizzo, dovuta all'azione dei pirofosfati: in questo caso si consiglia di alternare il dentifricio antitartaro con un dentifricio per denti sensibili (a base di arginina-carbonato di calcio, nitrato di potassio o idrossiapatite biomimetica) oppure di interrompere il prodotto e consultare il dentista. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Non utilizzare il prodotto dopo la data di scadenza riportata sul tubo.
Le Farmacie San Giacomo e San Dario propongono diversi prodotti complementari per il completamento del rituale di igiene orale quotidiana: Dentifricio Placca e Carie per chi cerca un dentifricio multi-azione con focus su prevenzione carie e placca; Tantum Verde SOS Placca, collutorio specifico per il controllo della placca batterica; spazzolini manuali con setole morbide della linea Pasta del Capitano per chi desidera un'azione delicata sulle gengive. Il personale delle nostre farmacie è a disposizione per consigliarvi il programma di igiene orale più adatto alle vostre esigenze individuali e alle indicazioni del vostro dentista o igienista di fiducia.
Sì, il Dentifricio Antitartaro 100 ml è formulato per uso quotidiano, 2-3 volte al giorno dopo i pasti principali, in associazione allo spazzolino e al filo interdentale. La concentrazione di pirofosfati, zinco citrato e fluoro rispetta gli standard di sicurezza del regolamento UE sui cosmetici e non comporta rischi per uso prolungato nei soggetti adulti sani. In rari casi di sensibilità individuale ai pirofosfati può comparire una transitoria sensazione di sensibilità dentale: in tal caso si consiglia di alternarlo con un dentifricio per denti sensibili.
No. Nessun dentifricio è in grado di rimuovere il tartaro già formato, perché il tartaro è un deposito mineralizzato chimicamente legato allo smalto attraverso cristalli di idrossiapatite che richiedono una rimozione meccanica strumentale. Il dentifricio antitartaro previene la formazione di nuovo tartaro inibendo il processo di mineralizzazione della placca batterica, ma non agisce sul tartaro già depositato. Per rimuovere il tartaro esistente è indispensabile rivolgersi al dentista o all'igienista dentale per una seduta di detartraggio professionale.
Sì, il prodotto è particolarmente indicato per i portatori di apparecchi ortodontici fissi (brackets, fili, bande, attacchi linguali), che presentano un rischio significativamente aumentato di accumulo di placca e tartaro intorno agli attacchi a causa delle nicchie ritentive create dall'apparecchio. In questi soggetti si raccomanda inoltre l'uso di scovolini interprossimali ortodontici (con punta sottile per passare sotto il filo), filo interdentale ortodontico con infila-filo, idropulsore (waterpik) per il risciacquo profondo e visite di controllo più ravvicinate dall'igienista dentale (generalmente ogni 3-4 mesi).
Sì, è possibile e in alcuni casi consigliabile alternare il dentifricio antitartaro con altri dentifrici specifici a seconda delle esigenze della giornata o della settimana: ad esempio, alternarlo con un dentifricio per denti sensibili nei soggetti predisposti alla sensibilità dentale; con un dentifricio sbiancante per un effetto cosmetico aggiuntivo (con cautela perché gli sbiancanti hanno un RDA più alto e possono essere abrasivi se usati troppo frequentemente); con un dentifricio specifico per gengive (a base di clorexidina a bassa concentrazione, estratti vegetali, zinco) in caso di gengivite. Il personale farmacista del banco di igiene orale delle Farmacie San Giacomo e San Dario può aiutarvi a costruire una rotazione equilibrata in base alle vostre esigenze specifiche.
Il Dentifricio Antitartaro 100 ml è disponibile presso entrambi i punti vendita delle Farmacie San Giacomo e San Dario di Via Genova a Torino. Per verificarne la disponibilità immediata, prenotarlo per il ritiro in farmacia o richiedere informazioni sulle quantità e sulle formulazioni alternative dei dentifrici antitartaro a banco, è possibile compilare il modulo di richiesta prodotti presente nel nostro sito. Il nostro team di farmacisti è a disposizione anche per consigli telefonici, via WhatsApp o di persona al banco, per orientarvi nella scelta del prodotto più adatto al vostro profilo di igiene orale e al programma di mantenimento concordato con il vostro dentista di fiducia.